ninfa dai capelli rossi raccoglie foglie secche. Una castagna cade

#pensierianudo n*25

Quest’anno il mio è stato un raccolto strano, diverso. Venivo da periodo dove mi sentivo soffocata da quello che facevo. Disegnavo tanto, ma mi sentivo la mano mossa da qualcun altro. Tanto per tutti, ma mai niente per me. Non mi riconoscevo. Un giorno, quasi come mi fosse cascata una castagna in testa, mi son ripigliata e ho superato questa “crisi” imponendomi e dedicandomi del tempo. Ne sono nati i #pensierianudo che si sono rivelati il miglior balsamo per la mia creatività. Dunque riguardo il mio anno con un sorriso compiaciuto, perché non è stato facile concedermi il lusso di “perder tempo” e regalarmelo, ma sono fiera e felice di averlo fatto. Ora guardo il mio raccolto e lo vedo più povero, ma allo stesso tempo più prezioso. Mi sono allontanata da alcune cose per camminare a piedi scalzi verso una terra che sento più fertile. Ho ascoltato molto i miei piedi e ho cambiato direzione quanto non la sentivo morbida abbastanza. Inevitabilmente questo ricalibrarsi mi ha preso del tempo che non è diventato oro, ma piccoli semini che se continuo a camminare in terre fertili diventeranno belli pasciuti e finiranno per germogliare. Ne sono sicura. Mi sento ricca di semini, di quelli che le persone guardandoti da fuori guardano schifati. Sono sporchi, non brillano e un po’ puzzano. Non ne comprendono il valore, ma questo è un problema loro. Io ai miei semini ci tengo e di certo non li abbandono proprio ora che sono così piccoli e fragili. Li tengo al caldo dentro di me e prometto di nutrirli con tanti buoni panettoni. Neanche se l’avessi studiata ci sarei riuscita, ma pubblico il #pensierianudo numero 25 il venerdì prima di Natale !

 

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